Con la corretta comunicazione si allontana il rischio di cadere nel tranello delle fake news.
Chiarezza, empatia e disponibilità sono qualità fondamentali per costruire un rapporto solido tra il medico e la persona con Fibrosi Cistica, insieme alla sua famiglia e al caregiver. Come evidenzia uno studio recente, una comunicazione efficace favorisce una vera collaborazione tra le parti, aiutando a individuare le aree di maggiore priorità: affrontare le sfide sociali, psicologiche ed economiche, accompagnare la transizione all’età adulta e garantire la continuità dell’assistenza quotidiana. Questa evoluzione è resa possibile dallo sviluppo di competenze comunicative avanzate, come l’ascolto attivo e la definizione condivisa degli obiettivi.
In questo percorso, un ruolo prezioso è svolto dalle Associazioni di pazienti e dalle Società scientifiche, che promuovono webinar su temi attuali e rilevanti per medici e pazienti, oltre a materiali informativi pensati per coinvolgere anche le nuove generazioni, con il contributo diretto dei malati e la supervisione degli specialisti. Un dialogo impostato in questo modo rappresenta anche uno strumento di tutela, perché permette di contrastare insieme la diffusione di fake news che rischiano di alimentare confusione, false speranze e, nei casi più gravi, mettere in pericolo la salute.
Spesso, infatti, le fake news riescono a imporsi grazie a un linguaggio semplice, diretto e a tratti terroristico, che finisce per sostituirsi alla comunicazione scientifica, percepita come complessa o distante.
Secondo l’ultimo rapporto Censis, il 76,5% degli italiani ritiene che le fake news siano sempre più sofisticate e difficili da riconoscere; il 20,2% ammette di non avere le competenze necessarie per identificarle, mentre il 61,1% pensa di possederle solo in parte. Un dato che si inserisce nel contesto dell’“infodemia”, cioè la sovrabbondanza di informazioni — spesso contraddittorie o distorte — che rende complicato orientarsi.
Cosa fare, allora, per capire se una notizia è falsa? Alcuni passi sono fondamentali: verificare sempre la fonte, soprattutto se il sito ha toni sensazionalistici o appare poco affidabile; privilegiare fonti autorevoli e scientifiche; confrontarsi con gli specialisti per avere conferme; consultare i siti ufficiali di società scientifiche o associazioni di pazienti, nazionali e internazionali. È altrettanto importante diffidare di testimonianze che promettono cure miracolose o non supportate da studi clinici: affidarsi agli esperti resta l’unico modo per gestire la malattia in sicurezza.
Fonti
- L. Cooley et All. Clinical communication preferences in cystic fibrosis and strategies to optimize care. Pediatr Pulmonol. 2020 Apr
- ISSALUTE, Falsi miti e bufale, www.issalute.it

Partecipare alla ricerca oppure no? Cosa aspettarsi
I benefici di una nuova cura, l’impatto positivo dell’attività fisica sul corpo e sulla mente, il ruolo prezioso del caregiver: sono solo alcuni degli aspetti che la ricerca consente di studiare e comprendere meglio, restituendo risultati concreti e innegabili alle persone.

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Meno controlli in ospedale e un supporto a distanza: questo l’obiettivo della telemedicina anche per i giovani come te con fibrosi. Scopri a che punto siamo in Italia.
