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“Invecchiare è un privilegio che la popolazione della nostra società mira a raggiungere. L’invecchiamento, tuttavia, costituisce anche una grande sfida che può avere un impatto su tutti gli aspetti della società del XXI secolo”. È uno dei messaggi trasmessi dall’OMS sul tema della salute degli anziani.

Nell’ultimo decennio la Fibrosi Cistica (FC), definita in passato come una “malattia di prevalente pertinenza pediatrica” viene considerata una “malattia che invecchia”.

In uno studio condotto nel 2015 in 16 paesi europei è stato evidenziato che nel 2025 il numero totale di pazienti affetti da Fibrosi Cistica aumenterà di circa il 50% e che il numero di pazienti adulti aumenterà, invece, di circa il 75%, considerando sia la transizione dei pazienti dai Centri pediatrici ai Centri per gli adulti ed a causa delle sempre più frequenti nuove diagnosi effettuate in età adulta.

La sopravvivenza dei pazienti affetti da Fibrosi Cistica è aumentata progressivamente grazie a diversi fattori quali la precocità della diagnosi, il migliorato apporto nutrizionale, basato sulla disponibilità di nuove formulazioni di estratti pancreatici e di tecniche di nutrizione clinica, il trattamento sistematico ed aggressivo delle infezioni broncopolmonari, ottenuto anche grazie all’ottimizzazione delle tecniche di fisioterapia respiratoria ed all’introduzione di nuovi e più potenti antibiotici nonché all’istituzione di Centri di Riferimento per la cura ed il follow-up dei pazienti.

Con l’avanzare dell’età, sta emergendo un numero sempre più elevato di aspetti clinici derivanti dalla progressione della malattia e dalla rilevanza “nuova” assunta da alcune complicanze tipiche dell’invecchiamento.

L’incremento della sopravvivenza ha portato, infatti, alla manifestazione di altre patologie estranee alla FC, definite comorbilità estrinseca, ed in parte collegate all’invecchiamento quali:

L’aumento della longevità in FC porterà ad una crescita esponenziale della popolazione afferente ai Centri di Fibrosi Cistica dell’Adulto e la popolazione di pazienti diventerà sempre più complessa e con maggiore comorbidità estrinseca.

Naturalmente a tutti questi aspetti si aggiungeranno grandissime modifiche dello stile di vita dei pazienti, che riguarderanno la rinnovata aspettativa di vita e le nuove possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

Tutto ciò fa emergere la necessità di diffondere e pianificare programmi di screening e di monitoraggio sempre più specifici, una più tempestiva prevenzione delle complicanze e la formazione di team multidisciplinari in grado di gestire sia le comorbidità tradizionali sia quelle emergenti.

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